Gina ha inviato questa lettera in redazione, la pubblichiamo testualmente: Io non sono te, quindi non mi chiamo Nick, spero tu capisca questa mia presa di posizione. Sono anni che cresco ma gli occhi restano sempre due fin dalla nascita. Gli idrocarburi mi fanno rabbia e resto comunque disponibile a qualsiasi chiarimento. Lo so Nick, … Continua a leggere
Caro Nick, sono la tua voce, Rauca. Mi senti? Ho deciso di scriverti perché ultimamente ci sentiamo poco. Ricordi quando ti dissi di non dare retta alle voci di corridoio? Beh, non intendevo che dovevi escludere dall’ascolto anche me! Qui dentro c’è buio e fa freddo, non so per quanto tempo potrò continuare a parlarti. … Continua a leggere
Compiere trent’anni è un punto di svolta per molti, soprattutto per i quarantenni. Diventare adulti è oggi una pratica sufficientemente utilizzata in tutto il globo terrestre. Molti ci riescono, altri no, alcuni non si pongono il problema. Si cresce per necessità o per abitudine. Oggi poi si cresce anche in 3D. La crescita è alla … Continua a leggere
Vorrei solo catalizzare l’attenzione sul fatto che noi possiamo essere (ed avere) in spaziotempi diversi contemporaneamente. Se tutto questo, a prima vista, non sembra aver un significato, guardandolo col segmento di poi la visione assume una posizione centrifuga, con e senza lacci. Quello che tento di spiegarmi da anni è come mai quando pensiamo qualcosa … Continua a leggere
A volte penso a come sarebbe stata la mia vita se non fossi nato. Chissà se sarei riuscito ugualmente a prendere la patente. Sono fermamente convinto che nascere non sia poi così importante. Spesso mi chiedono se mi sono diplomato, se ho fatto il militare, ma mai nessuno mi chiede: “ma, tu sei nato?”, chiaramente … Continua a leggere
«Ciao, chi pensi di essere?» mi domandò lo sciroppo. Non credevo alle mie orecchie. Uno sciroppo che parla, sussultai. Suoni integri impregnati di contenuto percuotevano i miei timpani. «Nick» risposi istintivamente. Un losco peso specifico mi cingeva timorosamente da pelo a pelo. Attraverso il mio sguardo, nel frattempo, si manifestavano immagini all’orizzonte di allegri dentifrici … Continua a leggere
Non riuscivo a credermi. Fermenti lattici vivi in giacca e cravatta si dimenavano davanti i miei occhi. Forse stavano ballando, forse no. Un pensiero trasversale mi pervase in moto sussultorio senza darmi alcuna possibilità di ribellione! Appendiabiti usurati volteggiavano incontrastati intorno all’unico idrante scomparso di venerdì e mai riapparso. Acque roventi dipingevano orizzonti collinari estesi … Continua a leggere
Nelle puntate precedenti: stanco di se stesso Nick si lascia. In preda ad un dolore lancinante escogita di anestetizzare la terribile angoscia guardando, in una sola notte, tutta la prima serie di “Una mamma per amica”. Ma la visione delle terrificanti camicie di Luke lo scuotono dall’interno muovendolo in modo ondulatorio verso la scrivania dove … Continua a leggere
Mi lascio, non mi sopporto più. Ho preso questa decisione senza consultarmi, ne sono consapevole, ma credo che l’unica soluzione sia quella di prendermi una prolungata pausa da me stesso. In fin dei conti non mi sono promesso mai niente, sono sempre stato sincero con me stesso. Mi ero avvertito: “Nick, non stiamo insieme, la … Continua a leggere